Contatti

 

 

Flag Counter

*Donazioni*

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Home

 

 

"Il fenomeno da Cristina Scuccia a Suor Cristina a Sister Cristina e viceversa"

 

 

 

BLOG - ARTI   AUDIOVISIVE

Nessuna   Interferenza

Navigo    Editando    Storie    Solitarie,

Unicamente    Narrando    Assenze

In    Nuova    Tendenza    Elettiva,

 Raccogliendo    Fatti    E    Riverenza,

Enumerando    Nomine

Zigzagando    Avvertenza

©Simona Bellone    pres.    caARTEiv    2019

appunti - disappunti

riflessioni - Curiosità

Nessuna pubblicità, solo essenza!

Redazione

 

 

Versione per

IPhone - Android

IPad - Tablet

 

 

 

 

 

 

 

PDF

Articolo

ARTI   AUDIOVISIVE   2022

ARTICOLO

 6 - "Il fenomeno da Cristina Scuccia a Suor Cristina a Sister Cristina e viceversa

21/11/2022

 

    Viviamo in un periodo bombardato da affascinanti attrazioni che possono riempire la vita tanto di bellezze, quanto di eccessi e vizi, difficili da gestire. In questo mondo terreno in cui è indispensabile avere denaro per vivere, la notorietà degli artisti affascina, tanto quanto i loro soldi guadagnati in modo più che piacevole, rispetto ad operai chiusi nelle fabbriche a faticare per pochi spiccioli.

    Siamo anche abituati a sempre meno vocazioni ecclesiastiche, non solo dovute a mancanza di chiamate spirituali dall’alto, ma anche perché ad esempio la Chiesa Cristiano Cattolica ha come dogma la castità che impedisce di sposarsi a Preti e Suore, come invece è permesso ai Cristiani Protestanti. Siamo umani, quindi il desiderio di essere amati e di formare una famiglia propria è intrinseco in noi, facente parte della propria essenza ed educazione familiare e sociale.

 

    Ha fatto scalpore nel secolo scorso, la cantante Suor Sorriso, ai tempi in cui la Chiesa era molto più restrittiva di oggi, tanto che al suo successo venivano tarpate le ali della libertà. Ebbe così la necessità di uscire dall’ordine e di tentare una via del successo musicale esterna che non si concretizzò purtroppo. Non avendo poi raggiunto quella forza interiore necessaria per affrontare la vita, decise infine purtroppo di porvi fine in anticipo, ridotta in rovina, senza finanze anche perché tutti i suoi guadagni e i diritti d’autore, scaturiti dal suo successo di cantante, li incassò il convento.

 

    Ed ecco nel secolo presente la tenera e vivace Cristina Scuccia, che i più fortunati hanno incominciato a seguire fin dai suoi esordi nel musical organizzato dalle suore Orsoline in Roma, in seguito ammirato i suoi progressi nella Star Rose Academy in Roma, con insegnanti del calibro di Franco Simone, Tiziana Rivale e Claudia Koll. La prima apparizione televisiva fu nel maggio 2012 nel programma”Dizionario dei sentimenti”  ideato e condotto dal cantautore autore e produttore Franco Simone, nell’emittente Gold Tv di Roma. In un intera puntata dedicata totalmente a lei, è stato entusiasmante conoscere il suo percorso verso i voti ecclesiastici, che all’epoca non aveva ancora pronunciato, oltre che ad ammirare la sua voce ed interpretazione accorata e già perfetta.

    Il resto è storia, ampiamente raccontato dai mass media, perché con la partecipazione vittoriosa a The Voice of Italy nel 2014 il suo successo esplose nel mondo, catapultandola da un programma televisivo all’altro senza tregua, giocando sull’ambiguità fra le canzoni religiose e quelle pop profane, sovrapponendo la sua figura di Suora a quella della Madonna pop star che fu accusata di blasfemia addirittura, quale punto di forza mediatico discografico.

    Come una parabola discendente, la sua notorietà finì, e scomparve pian piano dagli schermi televisivi, anche a causa dell’avvento mondiale del covid-19 che tarpò le ali a tutte le attività commerciali, in particolar modo a quella artistica di tutti gli artisti in generale.

 

    Per i più attenti alle news, non sono mai venuti a mancare nell’ultimo anno, articoli che parlassero di lei, giocando sempre sull’ambiguità fra vita laicale e vita monastica, portando in auge vecchie foto senza tunica, o dando ad intendere, senza mai affermare, che qualcosa era cambiato nel frattempo. Ed eccola all’improvviso tornata nelle sedi Mediaset, completamente diversa, quasi irriconoscibile eppure era lei, la sua voce inconfondibile, ma i suoi gesti più da donna matura e posata, in una veste rossa sgargiante ed attillata, trucco e parrucco da vera star, come una nuova Adele, ma italiana. È stato uno shock per molti sentirla raccontare del suo coming out di ritorno verso la vita terrena in cerca di amore passionale profano, oltre che apprendere, come dato di fatto, che non era più cantante ma una cameriera, non in Italia, ma in Spagna, lontano dalla sua amata Sicilia e suoi cari, anche in Roma.

 

    Ci aveva carpito l’attenzione con la sua spiegazione estasiata verso la sua vocazione ecclesiastica di 15 anni fa, tanto quanto il suo retro front odierno alla vita libera da laica, totalmente lontana dalla vita monacale. Per gli spettatori più attenti, c’è stata una mancata citazione di ringraziamento a Franco Simone ed altri insegnanti della Star Rose Accademy, nonché dei suoi amici artisti agli esordi della sua carriera proiettata nel mondo.

    Forse, è da ipotizzare che la sua casa discografica le abbia suggerito di non citare nessun “coach” del suo passato, perché oramai da famosa aveva altri coach al proprio fianco, forse anche gelosi di non averla scoperta loro, ma forse ci si aspettava di rivedere i suoi amici artisti in erba invitati in una delle sue tante interviste.

    Non si comprende come mai neanche adesso, che pare lontana dal mondo discografico, senza produttori che le impongano questo o quello, senza più vincoli discografici, non citi con riconoscenza né Franco Simone, né il “Dizionario dei sentimenti” in Gold tv, e né l’Accademia e Claudia Koll, ed altre Suore che in 15 anni le sono state anche amiche, compresi i vecchi amici studenti come lei. 

    E` da notare che sia Franco Simone che Claudia Koll l’hanno salutata con i migliori complimenti per il futuro, dopo la sua vittoria a The Voice of Italy, intervistati entrambi da emittenti televisive nazionali, ma il dovuto ricambio in ringraziamento di riconoscenza, Cristina Scuccia non l’ha fatto né da Suor Cristina, né da Sister Cristina e né da laica Cristina Scuccia a Canale 5.

 

    Scegliere un abito completamente rosso attillato, e con trucco glamour e capelli lunghi sciolti, una volta nascosti dal velo, fa pensare che ci sia proprio di nuovo una casa editrice alla spalle, per renderla più femminile ed affascinante possibile, per preparare il terreno per un suo rientro al modo musicale, e che sia solo una copertura momentanea il fatto di fare la cameriera in Spagna cerando suspense ed aspettative ai fan.

 

    Dato il suo forte carattere esuberante, non si comprende l’intervento di uno psicologo (che di solito si possono permettere le star, quando la gente comune si rivolge a familiari ed amici): se si ama una persona o Dio, lo si sente dentro, e se non lo si ama più, dovrebbe esserci la coerenza di dire, “scusami ma non ti amo più, non è colpa mia, il sentimento si è affievolito e scomparso” (a Dio o la persona in questione), e proseguire da soli  senza vergogna il proprio cammino con rispetto di chi si lascia alle spalle. Dio avrebbe compreso più di un uomo geloso e possessivo la situazione, quale figura spirituale comprensiva e permissiva come ci viene proposta da secoli sugli altari benedetti.

    Quando si ha una vocazione spirituale o si perde la stessa vocazione per tentazioni esterne, o perché non si è mai avuta veramente, ma solo accolta per suggestione, non è come per una malattia opportuno rivolgersi allo psicologo, ma piuttosto abbandonare una situazione che ci fa star male, per abbracciarne un’altra con piena serenità, perché non c’è nulla di sbagliato ad ammettere la  verità.

 

    Già a The Voice of Italy, essendo ormai Suora, sarebbe stato giusto che abdicasse la vittoria all’altro concorrente, rinunciando alla vanità del successo: già da questa mancata rinuncia, si era capito che la musica era più importante di Dio per lei, affascinata dal musical recitando e cantando la vocazione, molto più che della vocazione stessa, intrappolata in un vortice protettivo del monachesimo qui in Italia, differente e più rigido della situazione in Brasile ad esempio proiettata ad un mondo musicale discografico quotidiano.

 

    Affascinata dal successo quando tutti la cercavano ovunque a cantare, la vera vocazione della sua vita, non se n’è resa conto, che si può far del bene al prossimo anche senza appartenere all’interno di un convento, ligi alle sue regole.

Quando le è venuto a mancare il successo ed appuntamenti fuori dalla routine del convento, per avvento covid-19, ha capito che aveva sbagliato strada, chiusa in regole che le tarpavano le ali, anche se in tempi più permissivi della Suor Sorriso del secolo scorso. 

 

    Se vivi in un ambiente in cui tutti ti fanno notare che bello è il Sole, riesci solo a valutare che il sole è bello, senza comprendere che può anche bruciarti la pelle, senza le dovute precauzioni. Così è successo per lei che era nel buio dell’ateismo ed aveva bisogno della Luce per raggiungere una pace interiore, quel sole di Dio fu l’àncora di salvataggio da agguantare, senza se e senza ma, con tutto l’entusiasmo giovanile possibile.

    Forse, con questi tempi moderni in cui le era permesso cantare, fare spettacoli, incidere dischi, ricevere complimenti da tutti in internet, viaggiare all’estero, pur essendo Suora, questo discernimento fra vocazione religiosa e vocazione musicale non le era ben distinto e definito nel cuore e nel pensiero, ma sopravviveva (come in simbiosi animale), e quando invece con la clausura collettiva per coronavirus mondiale, le due strade si sono scisse, si sono poste l’una contro l’altra, creandole un conflitto interiore.

 

    Ma se avrà l’opportunità di intraprendere di nuovo la vita discografica a pieno ritmo, avrà lo stesso successo musicale che ebbe con il fenomeno tunica? Il suo equilibrio psichico ce la farà a sopportare una quotidianità da semplice cameriera e chissà anche modesta madre di famiglia, senza trucchi ed applausi?

 

    Ci auguriamo di ascoltarla ancora cantare, perché il suo talento che cullò in grembo Franco Simone come una figlia artistica da plasmare al mondo, c’è sempre stato, e speriamo che la vita le riservi sempre belle avventure positive, perché per lei la vita sia davvero un bel Sorriso.

 

Franco Simone  e Cristina Scuccia cantano “Respiro”

al “Dizionario dei sentimenti” in Gold tv – 5/2012

https://youtu.be/tQOTY_Me954

 

Simona Bellone 21/11/2022

 

 ©Simona Bellone

 

simona.bellone@gmail.com

 @SimonaBellone

 www.simonabellone.it  - www.caarteiv.it

 www.nessunainterferenza.it  - www.condividendocultura.it

***